Point Break 2015

Point Break, diretto da Ericson Core (regista di Imbattibile, film sportivo del 2006 con Mark Wahlberg nei panni di  Vince Papale, ma soprattutto direttore della fotografia di Fast and Furious Daredevil), è una boiata pazzesca!  Remake dell’omonimo film del 1991 di Kathryn Bigelow, come il suo predecessore è un concentrato di adrenalina ma, a differenza di questo, la storia risulta essere meno strutturata, la sceneggiatura fa acqua da tutte le parti e i personaggi non hanno spessore diventando semplici strumenti in funzione del divertimento.

Johnny Utah – interpretato dal bel Luke Bracey, che mi ricorda un po’ Heath Ledger – è un giovane agente dell’FBI incaricato di indagare su alcuni atleti di sport estremi sospettati di aver commesso dei crimini a danno dello stato americano. Il ragazzo, esperto di motocross e di qualsiasi attività sportiva pericolosa, non esita ad entrare nella banda sotto copertura per scovare, il prima possibile, chi è la mente che si nasconde dietro tutte queste imprese spericolate. Conoscerà cosi Bodhi – che ha il volto e soprattutto il fisico del venezuelano Édgar Ramírez (il figliolo non è affatto male e ha una vaga somiglianza con Gerard Butler) – uomo senza paura pronto ad affrontare le otto prove di Ozaki, percorso unico ed estremo che richiede grande forza fisica e psicologica, per raggiungere l’illuminazione (so che ve lo state chiedendo e la risposta è no, non esistono davvero le otto prove di Ozaki).

point break poster POINT

Il primo Point Break, quello con Patrick Swayze e Keanu Reeve, ha segnato la storia degli action thriller degli anni novanta, il suo remake invece, difficilmente riuscirà a lasciare un segno significativo perché oltre al semplice divertimento riesce a dare ben poco. Ericson Core ha voluto strafare spingendosi oltre il limiti fisici, portando così i personaggi a compiere azioni spettacolari, ma improbabili. Tra paesaggi mozzafiato, dove la maestosità della natura rende gli uomini ancora più piccoli – dalle alte vette delle Alpi italiane fino alle famose cascate Angel Falls in Venezuela – i protagonisti si cimentano in straordinarie prove da brivido decisamente poco credibili. Il film, fin dalle primissime immagini in cui Utah, in sella alla sua moto, affronta ad altissima velocità un percorso estremo, si focalizza solo sull’aspetto atletico, offrendo puro spettacolo a scapito della storia, troppo banale e prevedibile. Quello che conta davvero sono le imprese sportive: surf su onde gigantesche che capitano ogni dieci anni, lancio in tuta alare sfiorando le rocce, free climbing su pareti altissime, snowboard e motorcycling dove nessun altro aveva mai provato prima. La spettacolarizzazione dello sport, con le sue sfide estreme,  prende il sopravvento, trasformando in una sequenza di immagini impressionanti quello che viene spacciato come un action thriller, o peggio ancora, un remake di un film di successo. La telecamera, invece di cogliere negli occhi di Utah e Bodhi  il desiderio di sfidare i propri limiti cercando di dare un senso al loro legame, che va oltre gli schieramenti, si spinge tra le onde solcate dalle tavole da surf e fin dentro la terra smossa dalle ruote della motocicletta. Lo spettatore è coinvolto nelle imprese, sente quasi l’acqua sulla pelle e il vento sul viso, e questo è abbastanza per divertirsi facendo passare in secondo piano la storia.

point break surf Point-Break-motocross

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5 risposte a Point Break 2015

  1. Film che avevo bollato come “boiatona” dopo aver visto per la prima volta il trailer. Povero Patrick Swayze…

  2. cinefabis ha detto:

    Però tieni presente che proprio perché si spaccia per il remake di Point Break uno parte con più pregiudizi. Il film è una boiata e, soprattutto a livello di sceneggiatura, ha tante cose che non funzionano, ma le scene di sport estremo sono veramente emozionanti.

  3. Pingback: Joy | cinefabis

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